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Nuovo decreto, parla Conte. Cosa prevede il dl e cosa possono fare le regioni


Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che introduce multe 'salate' fino a un massimo di 3 mila euro e sanzioni più dure per chi aggira le misure per arginare la diffusione del Covid-19. Non è prevista la confisca di auto, moto e veicoli.


Dopo il cdm il premier ha commentato il decreto in una conferenza stampa. "I Governatori - ha annunciato - possono adottare misure più restrittive. Ma rimane al Governo la funzione di coordinamento". Le multe vanno da quattrocento e tremila euro, ha precisato. Quindi si è detto "orgoglioso della reazione di tutti i cittadini, la maggioranza dei quali rispetta le regole".


Multe fino a 3mila euro per chi non rispetta i divieti di circolazione e le regole di contenimento, stop fino a 30 giorni per le attività commerciali e possibilità per i presidenti di regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori a maggiore circolazione del virus, purché convalidate entro sette giorni con decreto del presidente del consiglio dei ministri. Il quale resta l’unica autorità in grado di disporre in via urgente e temporanea misure che comprimono le libertà costituzionali.


  • Cosa prevede il nuovo decreto?

La norma prevede che alla scadenza dei divieti di circolazione e chiusura di scuole, bar, ristoranti, parchi e di tutte le altre attività che hanno subito uno stop sarà possibile adottare nuove restrizioni su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, se occorre, sulla totalità di esso, purché abbiano una durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio, e con possibilità di modularne l’applicazione in base alla curva epidemiologica del virus. Più contagi si contano e più potranno essere adottate misure restrittive.


Da sottolineare il fatto che le misure restrittive del presente DPCM sono valide, almeno ad ora, fino alla giornata del 3 Aprile. La data del 31 Luglio 2020 è dettata alla base dell'emergenza sanitaria che ha una durata di 6 mesi e che quindi non riguarda le restrizioni del DPCM datato 11 Marzo


Dopodiché però - ed ecco la novità - i presidenti di regione possono adottare autonomamente o in via di urgenza per igiene sanitaria misure più restrittive che sono valide ed efficaci per 7 giorni, entro i quali devono essere confermate con Dpcm. Lo stesso vale per le ordinanze dei sindaci rispetto al presidente della regione o al presidente del consiglio dei ministri che deve confermarle entro 7 giorni con decreto.

IL BOLLETTINO DI PROTEZIONE CIVILE DI OGGI 24 MARZO

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