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Covid-19: perchè non abbassare la guardia ma evitando di farsi prendere dalla psicosi.




Covid-19: quanto è pericoloso e chi deve stare attento? Proviamo a fare un po' di chiarezza.


Il virus risulta effettivamente con una viralità più alta rispetto ad una classica influenza, in questa settimana si è capito che ci sono effettivamente delle fasce a rischio. Il Covid-19 risulta aggressivo per individui con quadro clinico già compromesso per malattie pregresse, come nelle normali influenze stagionali


Perchè è un virus da non prendere sottogamba? Semplicemente per la sua veloce rapidità di trasmissione tra la popolazione in un breve lasco di tempo. È proprio qui che scatta la parte più allarmante: se in una normale influenza si stimano statisticamente, in Italia, qualche migliaio di pazienti ricoverati in reparti di rianimazione in un lasco di tempo che va a comprendere i mesi in cui una normale influenza prolifera (quindi autunno-inverno), con il Covid-19 il periodo è drasticamente più ristretto.


Il rischio? Quello di avere un sistema sanitario non in grado di rispondere ad una corretta assistenza, anche perchè c'è da ricordare l'alto tasso di persone anziane che abbiamo in Italia.

Ecco spiegato quindi anche il motivo per cui i pazienti con sintomi paragonabili a normale influenza o asintomatici vengono portate in isolamento presso il proprio domicilio con controlli da parte dell'ULSS di competenza.



In queste ore ha detto la sua anche il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, esortando alla calma e affrontando la possibilità di revoca dell'ordinanza ministeriale firmata Domenica scorsa.




«Coronavirus, Io penso che l'ordinanza debba essere revocata». È ciò che ha detto oggi il governatore del Veneto Luca Zaia, riferendosi all'ordinanza Ministero della salute-Regione con le misure di sicurezza per contenere la diffusione del Coronavirus.


«Oggi in Veneto - ha aggiunto Zaia - abbiamo un incremento dei contagiati che è minimale, una decina di casi in più, di cui più della metà asintomatici e gli altri non sono gravi». Per Zaia «non c'è quindi questo picco esponenziale che giustifichi» il mantenimento delle misure previste nell'ordinanza in vigore fino all'1 marzo. «Spero che a livello nazionale si decida di revocare quel minimo di ordinanze che è stato fatto» ha proseguito Zaia. «Si tratta - ha concluso - di una pandemia mediatica che vive sui social.

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